Integrazione e lavoro. Quando l’azienda si fa inclusiva.

20 settembre 2017 - Avvenire

Il nostro Paese è al terzo posto nella classifica dei luoghi con il più alto tasso di discriminazioni sul lavoro. Un primato poco invidiabile, che riguarda età, etnia, disabilità, genere, orientamento sessuale: questi i cinque fattori più gravi. Per fortuna ci sono casi di grossi gruppi che hanno fatto dell’inclusione un loro punto di forza: è il caso di Sodexo (servizi, assistenza, ristorazione) e Decathlon (grande distribuzione, logistica e articoli sportivi) e del gruppo bancario Bpm. Le loro esperienze più recenti sono state raccontate ieri a Milano, alla presentazione di un nuovo progetto che ha l’obiettivo di promuovere la diversità in azienda e valorizzare le competenze dei dipendenti che appartengono a categorie svantaggiate o a rischio discriminazione: la piattaforma ‘Inclusive Mindset’ sviluppata dalle fondazioni Sodalitas, Adecco per le Pari opportunità e ‘Innpronta’, con il patrocinio del Comune di Milano.

«Essendo un gruppo internazionale, con lavoratori di 150 nazionalità differenti, per noi non ci sono mai stati problemi – racconta Edoardo Venturini, direttore Relazioni esterne di Sodexo –. Solo in Italia abbiamo un centinaio di nazionalità; inoltre più della metà dei nostri dipendenti è donna. Lo scorso anno abbiamo provveduto ad assumere 11 rifugiati, che sono ora impiegati soprattutto nelal ristorazione. Nella sede di Morbegno, invece, su 30 operatori, il 40% ha disabilità psichica». Patrizia Brognoli, International mobility manager di Decathlon, racconta invece come sono stati inseriti nei negozi di Milano, Roma e Bologna, dipendenti con sindrome di Down e con disabilità motorie. «Abbiamo iniziato con tirocini formativi iniziando dai disabili fisici. Gli altri sono seguiti in negozio da colleghi ‘tutor’, anche se la cosa più bella è quando il cliente si rivolge direttamente a loro per le informazioni».

Certo, a volte non mancano problemi, come hanno ricordato Michela Merano e Irene Pirro delle Risorse umane di Bpm, «ma bisogna anche saperli affrontare coinvolgendo le famiglie di questi lavoratori svantaggiati e, nel caso, anche chi li cura». Alla fine, per Venturini, quello della discriminazione «è un problema soprattutto culturale: al governo chiedo di promuovere un cultura dell’inclusione. La diversità è ricchezza, e porta anche benefici economici». Tra le iniziative in programma, gli ‘Inclusive Job Day’, una giornata di incontri e colloqui di lavoro tra persone appartenenti a categorie svantaggiate e aziende alla ricerca di competenze: sono già aperte le iscrizioni alla prima edizione, in programma il prossimo 30 novembre a Milano. E ancora, ‘Inclusive Mindset Academy’, un percorso di formazione e confronto per i manager aziendali, primo appuntamento il 24 ottobre a Milano, organizzato in collaborazione con lo studio legale Lexellent sull’inserimento lavorativo degli stranieri; innovazione digital e social per coinvolgere tutti gli stakeholder più rilevanti, ad esempio attraverso le proposte di gaming, una palestra che permette ai candidati di interagire in prima persona con manager e formatori per migliorare la propria occupabilità. Per informazioni: www.sodalitas.it.

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